“ECCO IO VI DO”: TANTI DONI DEL SIGNORE NELLA NOSTRA VITA

12 Giugno 2020
“ECCO IO VI DO”: TANTI DONI DEL SIGNORE NELLA NOSTRA VITA

La storia di Eva e Lucio, fiorita nella comunità MEG di Napoli 20

29 aprile 1978

Io avevo solo 17 anni e Lucio 20 e in quel giorno di primavera ebbe inizio la nostra vita di coppia. Mi colpì, sin dal primo momento, come lui volesse stabilire con me un rapporto profondo: voleva condividere con me la sua vita, ma non solo nella quotidianità spensierata di quegli anni. Mi svelò, così, insieme ai suoi sogni e alle sue speranze, anche il desiderio di vivere subito insieme a me le sue certezze. Quel primo pomeriggio, mi confidò, tra i tanti, il suo desiderio di una famiglia con tanti figli, sia naturali che adottivi ed il suo amore per la sua comunità MEG, Napoli 20, di cui è stato Responsabile per quasi vent’anni.

Lucio ed Eva, giovani, con padre Sauro

Napoli 20 la nostra famiglia, la nostra casa

La prima comunità di Napoli 20

La nostra comunità MEG è nata presso il santuario di Santa Caterina Volpicelli, la santa che la ha benedetta e custodita da quando era composta da una ventina di bambini del gruppo detto dei Crociatini, fino al 1968, quando si trasformò nella comunità dei Ragazzi Nuovi e poi, negli anni successivi, nei gruppi C14 e Gruppo Testimoni. Santa Caterina è stata per Napoli 20 una vera madre protettrice, così come lo è stata per la nostra famiglia in tutti questi anni.

Dopo avere incontrato Lucio, ho cominciato il mio cammino nel Gruppo dei Testimoni (allora non c’erano i PRE-T) e, dopo qualche mese, sono stata “trascinata” nella grande festa MEG che celebrava i suoi 35 anni di storia ad Assisi. In quell’occasione ho conosciuto Padre Sauro De Luca, allora Responsabile Nazionale del MEG, un vero padre per la nostra comunità che divenne subito anche mia guida spirituale. In pochi mesi la mia vita fu completamente trasformata.

Non c’era momento libero della giornata che non ci vedesse impegnati nella costruzione della nostra comunità di Napoli 20, insieme a tanti amici che sarebbero diventati, nel tempo, fratelli di vita: Lucia, Enzo, Franco, Gennaro, Danila… Le ore di preghiera nella cappellina, i canti composti per il MEG, gli spettacoli teatrali, le riunioni interminabili resteranno momenti indelebili nella memoria di ciascuno di noi.

Mi sono subito inserita nella vita comunitaria e, nel tempo, sono stata Responsabile di C14, ho fatto parte della Commissione Stampa al Centro Nazionale e della Segreteria dei Convegni per i Responsabili e sono anche stata catechista in una parrocchia. In quegli anni decidemmo, infatti, che era fondamentale per ogni Testimone prestare servizio sia nella propria comunità che in altre parrocchie.

La forza della fede diventa la forza della nostra famiglia

In quei primi anni, il nostro amore si è rinforzato nella fede. In un convegno sull’affettività, Padre Mario Danieli spiegò che il rapporto di una coppia diventa saldo solo se non si basa esclusivamente sull’amore tra i coniugi, ma se la coppia indirizza il suo amore verso un terzo destinatario: spesso si tratta dei figli, a volte è un progetto di ricerca. Allora ho compreso che Lucio ed io eravamo uniti anche dal nostro amore verso la nostra comunità e che la nostra fede nel Signore ci avrebbe dato la forza di affrontare anche i momenti difficili.

Intanto P. Sauro De Luca, P. Peppino Manca e altri Padri Gesuiti erano per noi delle guide preziose. Attraverso i Convegni, gli Esercizi Spirituali, i colloqui personali ci insegnavano il ‘discernimento’: nelle nostre scelte avremmo dovuto sempre cercare di realizzare la volontà di Dio. Questo non è mai stato semplice. Ma affidarsi al Signore (tante volte, senza capire) ha voluto dire non farsi ingannare dalle illusioni (che pure promettevano felicità), ma costruire sulla roccia la nostra famiglia.

Anche nelle scelte di lavoro ci siamo confrontati nella preghiera, cercando di discernere cosa fosse giusto per la nostra famiglia e, allo stesso tempo, riuscisse ad assecondare i nostri carismi. Non è stato sempre facile, ma alcune decisioni, anche le più impegnative, si sono rivelate, col tempo, essere le più giuste.

Lucio ed Eva in pellegrinaggio a Gerusalemme

Progetti dell’uomo, progetti di Dio

Eva, Jasmeeta, Padre Sauro, Laksha e Lucio

Il Signore ha cambiato spesso i nostri progetti. Oggi possiamo dire che il suo sogno ci ha colmato di doni meravigliosi, che non avremmo mai potuto immaginare.

Un’estate, nei primi anni di matrimonio, eravamo a Bardonecchia con P. Sauro per un campeggio. Nella preghiera silenziosa, in adorazione Eucaristica, ho sentito chiara la voce del Signore. Aveva un progetto particolare su di noi: la nostra famiglia sarebbe stata un po’ diversa dal solito. Iniziammo così il percorso per diventare genitori adottivi.  Tornati a Bardonecchia, qualche anno dopo, venimmo a sapere che Cristina, una nostra amica del MEG di Ravenna, era entrata a far parte della congregazione di santa Teresa di Calcutta, col nome di suor Amata, ed era responsabile proprio delle adozioni dei bambini indiani. Così, il seme del progetto di adozione gettato nel nostro primo incontro incominciò a fiorire. L’ anno dopo, a luglio, a nove mesi da un aborto spontaneo, arrivò nostra figlia Jasmeeta, direttamente da Calcutta, benedetta personalmente da Madre Teresa, altra santa nostra protettrice. E dopo tre anni, Laksha portò a compimento l’armonia della nostra famiglia.

Le nostre figlie hanno trovato nella nostra comunità Napoli 20, ‘una famiglia allargata’ in cui hanno incontrato il Signore e tanti fratelli con cui hanno condiviso il cammino.

Amici del MEG, amici per sempre

Quando Sauro, nel Convegno di Rimini nel 1988, annunciò la decisione che il cammino del Movimento Eucaristico Giovanile, sarebbe stato “a termine”, ricordiamo ancora lo smarrimento, se non la ribellione dei molti presenti. Ci sentimmo tutti, improvvisamente disorientati, smarriti. Era difficile immaginare la strada che avremmo potuto prendere. Noi eravamo tra i più fortunati e continuammo il nostro cammino comunitario inserendoci ancor di più nelle attività parrocchiali. Ma continuavamo a credere fortemente che fosse possibile mantenere un rapporto profondo con il MEG. Così, nacque l’idea di inviare una lettera a tutte le comunità (Noi siamo il frumento di Dio) nella quale proponevamo di continuare il cammino, in una forma laica di sostegno e di servizio che noi chiamammo MEGforever. In molti si dissero entusiasti dell’idea. Dopo qualche anno, Sauro ci convocò a Cortona per il primo Convegno dei SEMPER MEG, che nel tempo sono diventati gli AMICI DEL MEG ITALIA.

A un Convegno degli Amici del MEG

Siamo chiamati a restituire

La comunità di Napoli 20 oggi

Oggi siamo ancora convinti che ciò che abbiamo ricevuto debba essere in un modo o nell’altro restituito e continuiamo a lavorare in Parrocchia assumendoci la responsabilità dei gruppi di catechismo, delle giovani famiglie e del coro. Siamo stati privilegiati a poter essere seguiti, formati, maturati nella fede da sacerdoti eccezionali in un Movimento che ci costruisce prima come persone che come cristiani, curando l’affettività, facendoci scoprire i nostri carismi, i nostri sogni, per possiamo capire e seguire la nostra vocazione.

Che cosa è mai l’uomo perché tu te ne curi (da “Ecco io vi do”); Se anche noi ci amiamo, Dio rimane in noi e l’amore suo è perfetto in noi (“Chiunque ama”). Questi sono due versi tratti da canti che ha composto Lucio e che meglio caratterizzano il cammino della nostra fede: la continua meraviglia dell’Amore che Dio riversa su noi ogni giorno ed il desiderio di viverlo pienamente nella nostra famiglia e nella nostra comunità.

Eva e Lucio

Condividi: