IL MIO MEG È DIFFERENTE!

22 Maggio 2020
IL MIO MEG È DIFFERENTE!

Giuliana, del Centro Nazionale, racconta il “suo” MEG: quando lo ha incontrato, cosa l’ha colpita, i tesori che ha scoperto

Così è iniziato tutto

Collaboro con i Gesuiti da più di vent’anni ma il mio “primo appuntamento” con il MEG è stato con il Convegno Responsabili di Seiano, nel 2005. Il Responsabile Nazionale di allora, Padre Gian Giacomo Rotelli mi chiese aiuto per l’accoglienza dei partecipanti ed io accettai molto volentieri soprattutto, a dire il vero, perché il luogo mi era molto familiare… Infatti, io sono di Vico Equense, ma vivo a Roma e, con la scusa del Convegno, avrei potuto fare anche un salto a casa e magari ….in gelateria!

E così è iniziato tutto… Di quel Convegno ricordo poco: è passato tanto tempo! Mi rimangono nella memoria il viaggio in macchina con Padre Gian Giacomo e Padre Loris, l’accoglienza festosa dei ragazzi e l’incontro con il gruppo che allora faceva segreteria. Mi colpì molto la disponibilità di quei giovani che venivano da varie parti d’Italia e il legame che c’era tra loro. Forse non era un caso che il Convegno avesse per titolo: “Eucaristia e fraternità”.

Uno dei tanti, meravigliosi Convegni Nazionali che ho contribuito ad organizzare

Mai vissuto nulla di simile!

Una riunione a San Saba

Ma ancora non immaginavo proprio cosa potesse essere davvero il MEG. Pochi mesi dopo, mi sarebbe stato chiesto aiuto per un altro appuntamento nazionale importante: il Convegno a Frascati!

In quel periodo, i numeri dei partecipanti erano bassi rispetto al passato, almeno così mi dicevano; ma per me, che non avevo mai avuto esperienza di qualcosa di simile, erano tantissimi quei ragazzi provenienti dalle varie comunità d’Italia per ascoltare la Parola, vivere l’Eucaristia, la Veglia Penitenziale e la festa finale, tutti insieme: grandi e piccoli, religiosi, religiose e laici adulti. Momenti forti da vivere intensamente, che restano per sempre custoditi nel cuore.

Da quel Convegno, non ne ho saltato più uno fino al 2016. Tutti i cosiddetti “ponti” dei Santi, dell’Immacolata o del Primo maggio, per noi della Segreteria Nazionale erano un tuffo di vita! Incontrare i ragazzi, lavorare fino all’alba per fare i gruppi e mettere le indicazioni nelle sale, condividere la stanchezza e la gioia di quelle giornate e nottate: ogni momento è stato bellissimo!

Mi piace avere la possibilità di ascoltare, anche se a piccole dosi, in qualche momento di pausa dal lavoro, gli interessanti interventi dei relatori che rappresentano un aiuto alla mia crescita umana e spirituale. Gioisco di potere condividere tutto quello che i Convegni mi trasmettono e l’entusiasmo del mio impegno con chi mi sta vicino, la mia famiglia, gli amici. Proprio loro, talvolta, specialmente i primi tempi, si chiedevano il perché di tanto lavoro, senza ben capire le motivazioni che mi sostenevano e la dimensione del servizio. Nel tempo, però, si sono dovuti “rassegnare”, messi di fronte all’entusiasmo che mi abita ogni anno di più, al rientro da quei giorni faticosi! 

Scintille di gioia e lacrime di felicità

Come spiegare? Vedere più di 800 ragazzi in silenzio durante le Messe; cantare e ballare con loro gli Inni dell’anno; versare lacrime di commozione durante la preghiera dei fedeli (lacrime che, anche ora che scrivo, al solo ricordo, scendono da sole..); gli abbracci e i pianti prima di lasciare la sede del Convegno… un’emozione ininterrotta! Sempre così, anno dopo anno: si cresce, nuovi volti, nuove avventure, ma termina sempre alla stessa maniera: scintille di gioia e lacrime di felicità!!! Tutto questo e ancora molto di più sono i Convegni per me che “lavoro” nel MEG e che MEG non ho mai fatto.

Nel 2016 c’è stata una pausa, dovuta ad un evento molto importante: la mia gravidanza gemellare che mi ha costretta ad un lungo periodo di riposo. Ma, anche il quell’occasione, non sono riuscita a stare lontana dal MEG. Dal letto, con il PC, ho cercato di aiutare chi mi sostituiva e partecipare in modo silenzioso, dietro le quinte, come ho potuto, anche al Convegno di quell’anno. Tutta la comunità del Movimento, in quel periodo e anche dopo, quando uno dei miei bambini è stato ricoverato in terapia intensiva, mi è stata molto vicina. Mi arrivavano continuamente messaggi di affetto e di incoraggiamento e spesso il MEG è “arrivato anche a casa mia” per celebrare la Messa insieme e condividere fraternamente un pranzo.

In ufficio, a san Saba, mentre prepariamo il Convegno mondiale del 2015

Piacere, riconoscenza, amore e gratuità

Il Centro Nazionale dà il benvenuto ad Andrea e Lorenzo

Mamma Agnese all’opera nella cucina del Centro Nazionale

Appena ho potuto, sono ritornata “operativa”, non al 100%, per ovvi motivi di gestione familiare, ma con molto piacere, riconoscenza, amore e gratuità.

Il Movimento per me non è solo Convegni e “ponti”, il MEG è il lavoro di un ape regina per il suo alveare… La cura quotidiana della Segreteria Nazionale insieme Benedetta, il susseguirsi di Responsabili Nazionali –  da Padre Gian Giacomo a Padre Loris e da Padre Loris a padre Andrea -, l’organizzazione degli incontri del Consiglio di Direzione con i Responsabili Regionali, dei Consigli Nazionali, della Commissione Stampa, della Commissione Social, della MEGband, fondamentale per comporre gli inni del MEG, e tanto altro ancora. Tanti appuntamenti durante l’anno che al Centro Nazionale si preparano, si discutono, si approvano o meno… E poi, posti nuovi da cercare, pranzi da condividere, il caffè della mattina insieme, la spesa da fare e i pasti da preparare (che bello cucinare per i ragazzi!!). Talvolta ho coinvolto in queste avventure anche mia mamma che mi era venuta a trovare. Ci ha aiutati a preparare succulenti pranzetti per i nostri incontri a San Saba… che emozione e che gioia è stato anche per lei!

La prossima avventura? Spero che arrivi molto, molto presto!

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