IL “PRIMO” CONVEGNO, UNA GIOIA CHE RESTA!

5 Novembre 2021
IL “PRIMO” CONVEGNO, UNA GIOIA CHE RESTA!

Antonio, Elisa, Elena e Mariachiara ci raccontano ciò che abbiamo vissuto in questo “primo” Convegno MEG: quattro esperienze diverse, ma “una è la gioia che resta”!

Nel servizio ho trovato la pienezza

Il Convegno di quest’anno è stato il primo in cui mi sono messo a servizio come parte della segreteria. Il tema di quest’anno è la fraternità eppure, ironicamente, è stato anche il primo Convegno in cui sono partito da solo, senza la mia famiglia e i miei fratelli di comunità. Ma desideravo viverlo da ormai troppo tempo. Forse tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi anni è stata una benedizione: a me ha dato modo di vivere ogni attimo, ogni incontro, ogni sguardo sorridente come un regalo che non ero sicuro di meritare. Come dicevo, ho avuto la possibilità di mettermi al servizio, lo desideravo da tanto. E nel servire ho trovato la pienezza, come non era mai successo. Forse perché quando ti metti a servizio riesci a ricevere qualcosa da tutti e in qualunque momento, anche da chi non ti aspetti e in momenti impensati. Mi sono sentito al posto giusto.

Tutti noi sapevamo che sarebbe stato diverso: un appuntamento con numeri ridotti e pieno di norme da seguire. D’altra parte si è rivelato un Convegno più intimo, nel quale lo sguardo di tutti diceva solo una cosa: “Siamo UNO, insieme e con Lui”.

Come succede sempre, nel viaggio di ritorno si ripercorrono tutti gli abbracci, che a volte sono stati più forti della paura e hanno “oltrepassato” le norme. Porto con me anche tutte le risate e le lacrime vissute in quei giorni. Mi porto forse anche con un po’ di malinconia che, però, dura solo un attimo. Perché “una è la gioia che resta”, quella che ci ricorda che il MEG è vita.

Antonio Ammaturo – Atripalda

Antonio

Essere voce per tutti

Elisa

Essere voce, per tutti. A Frascati, sono stata voce che ha cantato le Sue parole, nella speranza di arrivare dritta al cuore di coloro che ascoltavano. Il grande privilegio del servizio nella band, per quanto mi riguarda, è riassumibile in queste semplici parole: cantare e diventare un’unica voce. Essere un’unica melodia che suona e che grida tutto l’amore, la gioia e la bellezza del ritrovarsi, dello stare insieme e del trovare un fratello in ognuno di quelli che canta insieme a te. Ho sentito davvero l’emozione forte di diventare UNO SOLO in Lui: soltanto così saremo per sempre.

Elisa Zancheddu – Monserrato

Non essere soli, ma essere una cosa sola

Vivo il MEG da molti anni, ma devo dire che nessun Convegno è mai stato come questo. Lo descriverei con una parola: “unico”. Unico perché, dopo due anni difficili, c’era tanto desiderio di ritornare insieme, molto più degli scorsi anni. Desiderio di condividere e donarsi agli altri, nella gioia e nelle lacrime. Un mio carissimo amico mi ha detto che è come se avesse scoperto per la prima volta il MEG e condivido a pieno queste sue parole. E pensare che non volevo venire, anzi, più che non “volere” pensavo di non “poter desiderare” di venire. Questi anni sono stati particolari per me, caratterizzati da molti dubbi e incertezze e per un po’ di tempo mi sono allontanata dal MEG. Inutile dire che ho vissuto con amarezza questa distanza, perché il MEG è sempre stato la mia famiglia e il mio posto. Mi sentivo come una pecora nera in mezzo ad un branco di pecore bianche, sentivo di non poter vivere il MEG, ma ho comunque deciso di farmi coraggio e tentare di recuperare ciò che avevo perso. Non c’è stata scelta migliore se non quella di venire al Convegno. Pensavo di essere l’unica a sentirsi così, eppure ho scoperto con grande piacere e stupore di non essere sola. Anche molti altri ragazzi C14 che ho incontrato, ma anche diversi adulti, erano come me. Ecco cosa è stato per me il Convegno: specchiarmi nell’altro e tendersi la mano per dirsi “io ci sono, sono come te, forza camminiamo insieme”. Una frase che mi porto a casa, emersa durante una condivisione, è: “Non essere soli ma essere una cosa sola”.

Elena Blanciforti – Catania

Elena

Essere fratelli

Mariachiara

Il Convegno è gioia, condivisione, fratellanza. È scoprire che anche Dio è tuo amico e fratello, è tornare a casa, nel posto in cui ci si sente accolti ed amati così come si è, sempre. Il mio primo Convegno PRE-T è stato molto intenso ed emozionante. La veglia è stato il mio momento preferito, mi sono sentita presa per mano dal Signore e circondata da fratelli meravigliosi. In fondo, anche l’inno di quest’anno lo ricorda: siamo terra di fraternità e vera umanità!

Mariachiara Pasca – Milano

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