LA BELLEZZA DI TROVARSI E CONDIVIDERE

25 Marzo 2022
LA BELLEZZA DI TROVARSI E CONDIVIDERE

Francesco di Pescara 14 ci racconta come la sua Comunità sia riuscita a portare avanti la tradizione del campeggio estivo, nonostante le difficoltà del momento: il desiderio di vivere il MEG si rivela sempre il più forte!

Tornare alla vita

Quanto è stato difficile fare Comunità durante questi due anni? Abbiamo passato mesi e mesi in casa, senza poterci vedere da vicino, né tanto meno abbracciarci. Poi il lockdown è finito, ma la paura, il distanziamento sociale, le regole restrittive per evitare il contagio… quelle sono rimaste! Piano piano tutte le Comunità MEG in Italia stanno ripartendo. Addirittura, a novembre, si è riusciti ad organizzare anche il Convegno Nazionale di Frascati dopo un anno di “stop”! Nello specifico, però, ogni Comunità fa quel che può e si adatta alla situazione per permettere a tutti noi di tornare a vivere la bellezza di “essere MEG”.

A contatto con la natura

Una tradizione che continua

Camminare insieme

Mi chiamo Francesco, ho 20 anni, sono uno studente e faccio parte del gruppo MEG della Comunità Pescara 14. È da pochi anni che ne faccio parte: a breve saranno tre. A causa del Covid, non ho avuto la fortuna di partecipare a nessun incontro estivo… fino alla scorsa estate! L’esperienza estiva storica della nostra Comunità è il campeggio a Salle, una località nell’entroterra abruzzese, durante la quale si ha la possibilità di passare del tempo tutti insieme. Sfortunatamente però, a causa della pandemia, la condivisione di spazi chiusi era fortemente sconsigliata. Si è, quindi, dovuto trovare una soluzione alternativa: un’esperienza itinerante. Non potendo fare un incontro unico e per evitare il pernottamento che sarebbe stato molto rischioso per tutti , si è pensato di organizzare tre giorni di esperienze all’aperto.

La mia esperienza al campo estivo

Ho partecipato solo al primo e all’ultimo e li ricordo con immensa gioia.

Il primo giorno ci siamo addentrati nella Riserva Naturale Regionale del Lago di Penne, entrando a stretto contatto con la natura. Seguendo i percorsi tra la flora boschiva, abbiamo anche avuto la possibilità di ammirare, attraverso alcune fessure, dei lupi che riposavano. A conclusione della giornata, ci siamo riuniti a formare vari cerchi, sedendoci su un prato, per un momento di riflessione e condivisione. L’ultimo giorno, invece, ci siamo diretti al Parco Avventura Majella, dove abbiamo potuto liberare il nostro spirito più selvaggio, arrampicandoci sugli alberi e seguendo i vari percorsi sospesi fino a 12 metri da terra. La giornata è volata e, tra dondolamenti a mezz’aria e tante risate, siamo arrivati alla sera. Per concludere l’esperienza estiva ci siamo riuniti in un unico cerchio e abbiamo condiviso su cosa hanno significato per noi quei momenti.

Nella riserva naturale

Semplicemente, essere felice

Felici, tutti insieme

Dopo mesi di lockdown, passati in solitudine tra le mura di casa, poter tornare a vivere un’esperienza collettiva è stato davvero molto significativo. Sentirsi nuovamente parte di un gruppo e non più singoli individui isolati, penso sia stata la sensazione che più mi ha riempito di gioia. Un ricordo che mi è rimasto impresso è stato alla riserva naturale dove, mentre facevamo una pausa di riposo dalla camminata, ci siamo seduti su un grande prato con vista sul lago e sulla natura circostante. Quel contatto con la terra ha rievocato in me un senso di grande calma e tranquillità.

In conclusione, cosa hanno significato per me questi momenti? Sono state occasioni per conoscere altri ragazzi della Comunità, per passare del tempo immerso nella natura, per provare nuove esperienze, per divertirmi e per  meditare. Insomma, per essere felice.

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