QUANDO MI CHIUDO IN CAMERA PER SUONARE…

29 Gennaio 2021
QUANDO MI CHIUDO IN CAMERA PER SUONARE…

Federico, della Comunità di Cagliari 10, ci racconta di quanto sia bello vivere la propria fede attraverso il magico mondo della musica

Cos’è la musica?

Per definire la musica bisognerebbe ascoltare il parere di ciascuno di noi. Alla musica, infatti, non si può dare un’unica definizione, così come succede con l’amore. Ognuno ha una sua prospettiva e un suo proprio modo di entrare in questo magico mondo.

Per me la musica è vita e senza di essa niente avrebbe un senso. Ogni suono, ogni sapore e ogni immagine li trasformo in musica. La ritrovo persino nei miei stati d’animo, dal più felice e positivo, al più tenebroso e negativo. Ascolto musica tutti i giorni e non mi soffermo su un genere in particolare: mi piace non pormi limiti e scoprire generi nuovi il più frequentemente possibile.

La musica, il mio mondo magico

Chi è Federico?

Sono un batterista autodidatta al quale, sin da bambino, è sempre piaciuto battere mani sulle gambe per andare a ritmo. Un giorno ho deciso di smettere di “distruggermi” le gambe e di cambiare strumento. Così sono passato ad una batteria vera e propria. Da lì è iniziato il mio cammino da musicista.

Quando mi chiudo in camera per suonare non esiste altro al mondo che mi fermi o che mi distragga. Potrei saltare il pranzo o la cena (e a volte mi capita davvero!), perché dal momento in cui mi metto le cuffie e prendo le bacchette in mano è come se la mia anima venisse trasportata in un’altra dimensione.

La musica e la fede

Ho iniziato a suonare nella MEG-band regionale intorno al 2015 insieme ad un paio di amici, con i quali ho sempre condiviso questa passione e con cui ancora oggi suono in diverse occasioni (come alle Giornate Regionali, alle messe nella mia Comunità o ai Convegni Nazionali).

Nel 2018 una chiamata, totalmente inaspettata, mi ha permesso di approfondire ancora di più la mia relazione con la musica e con la fede. Ricordo quel giorno come fosse ieri. Due settimane prima di partire per Frascati per l’appuntamento nazionale annuale del MEG, ricevetti una chiamata da Padre Andrea Picciau che mi chiedeva di suonare al Convegno. Senza neanche pensarci due volte, gli dissi subito di sì e cominciai a saltare dalla gioia e dall’emozione. Seguirono due settimane intense di studio degli inni del MEG. Non ascoltavo altro e passavo i pomeriggi a suonarli finché non risultavano perfetti.

Con Michele della MEG-band Sardegna a una Giornata Regionale

Il Convegno, un’esperienza di profondità

La MEG-band al Convegno di Frascati
La MEG-band con Padre Andrea

Giunta l’ora del Convegno, a parte i primi momenti di panico, ho iniziato a suonare ed era come se fossi a casa, in camera mia. Entravo in un’altra dimensione. Il mio obiettivo, in quel momento, non era essere il più bravo, ma era cercare di trasmettere il più possibile tutti i messaggi che i testi degli inni volevano passare. Ero lì per un servizio tanto importante quanto quello degli amici della Segreteria che ci avevano aiutato a trasportare tutti gli strumenti e a sistemare il tendone. Facevamo ogni cosa affinché ciascuno dei partecipanti potesse godersi al meglio quei giorni. La sincronia e l’armonia fra Segreteria e Band, secondo me sono la chiave per organizzare e gestire al meglio il Convegno, perché non sarebbe la stessa cosa senza l’una o senza l’altra.

Personalmente, partecipare al Convegno da batterista e da PreT mi ha aiutato molto per il mio cammino spirituale. Sono riuscito ad entrare più in profondità nella preghiera e nel dialogo con il Signore. Sono riuscito ad andare oltre le parole dette e scritte, entrando in dialogo anche con me stesso più di quanto mi aspettassi.

Penso, infine, che la musica non sia solo vita, ma anche un canale di comunicazione aperto a tutti. È per questo che ci si può mettere in relazione anche con il Signore attraverso la musica. Non è facile e ogni anno imparo qualcosa di più, soprattutto durante gli incontri con la MEG-band. Cerchiamo, infatti, con padre Andrea, in quelle occasioni, di formulare una preghiera, di trasformarla in musica, per poi trasmetterla e pregare insieme a tutti ai Convegni e alle Giornate… anche a distanza. Ne è un esempio recente è l’inno di quest’anno: Ci sarò. Ci siamo incontrati in videochiamata e, mettendo insieme ancora una volta musica e fede, le nostre preghiere si sono tradotte in un messaggio importante: nonostante tutto, il Signore è sempre con noi e non ci abbandonerà mai.

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