UNA COMUNITÀ DAL CUORE GRANDE

12 Marzo 2021
UNA COMUNITÀ DAL CUORE GRANDE

Famiglia, preghiera, ma soprattutto… un cuore grande! Alessandro ci presenta la Comunità di Altamura 1

Le origini della comunità

Leggende narrano che il MEG sia arrivato ad Altamura nel 1975, quando una suora del Divino Amore fece realizzare uno stendardo con il Cuore di Gesù (stendardo che ancora oggi usiamo per le processioni) e incontrò un gruppetto di ministranti della nostra parrocchia, il Sacro Cuore. Ma la versione ufficiale per noi è sempre stata quella raccontata da Gina Colonna, presidente dell’Apostolato della Preghiera. Era il lontano 1996, quando don Venturino, l’allora parroco, in collaborazione con il Padre gesuita Michele Caratù e suor Daniela Sportelli, missionaria del Sacro Costato, davano vita alla prima Comunità MEG di Altamura, insieme a un gruppo di ragazzi particolarmente sensibili alla spiritualità del Sacro Cuore.

Questo è l’inizio del nostro viaggio, il cui percorso, negli anni, è stato accompagnato da tante persone, tra cui vogliamo ricordare in particolare le Ancelle del Sacro Cuore. Sono state tra le prime a formare e seguire i gruppi C14, diventati in seguito Responsabili attenti dei ragazzi più piccoli. Da allora, nonostante varie vicissitudini e avvicendamenti, la presenza di Qualcuno più grande di noi, tiene ancora in vita la comunità.

Il nostro stendardo

Uniti nel Sacro Cuore

Primi passi

Da quando ha mosso i suoi primi passi, la nostra comunità MEG ha vissuto e vive la spiritualità del Sacro Cuore: oltre ai consueti incontri settimanali, i ragazzi si riuniscono ogni primo venerdì del mese per celebrare insieme e con gioia la messa. Inoltre, in occasione della festa della parrocchia, ogni anno i nuovi arrivati si consacrano al Cuore di Gesù, ricevendo una medaglietta e partecipando alla processione per le vie del quartiere. Vivere questa spiritualità ci impegna attivamente in parrocchia e ci sostiene nella quotidianità, seguendo lo stile di Gesù.

Famiglia, rifugio, preghiera

Tante sono le parole che spesso usiamo per descrivere la nostra Comunità MEG, ma quelle che ci accomunano tutti sono: famiglia, rifugio e preghiera.

Famiglia, perché abbiamo conosciuto il Movimento attraverso familiari e amici. Infatti, tutti abitiamo nel giro di qualche isolato e per incontrarci non dobbiamo fare più di cinque minuti a piedi. Famiglia, però, soprattutto perché abbiamo instaurato tra noi relazioni che vanno oltre la semplice amicizia. Nella Comunità ci vogliamo bene come vere sorelle e fratelli, e ci sentiamo liberi dal timore di essere giudicati.

Rifugio, perché quando siamo stanchi, stressati, in ansia o arrabbiati, sappiamo che c’è sempre un luogo e una persona disposta a starci vicino, ad ascoltarci, a sostenerci e a smuoverci, se ce n’è bisogno, affinché non ci lasciamo andare. È il nostro punto fermo, il nostro riferimento ed è bello pensare che ognuno di noi è un aiuto per l’altro.

Preghiera, perché ci permette di coltivare la relazione con il Signore in modo autentico. La preghiera ci fa confrontare con la Parola e ci fa lavorare sia sulle nostre sicurezze, che sulle nostre fragilità, ci offre l’occasione di mettere in discussione la nostra vita e ci mostra sempre un nuovo modo di essere figli e fratelli, di essere comunità.

A Frascati per il Convegno Nazionale

Ricominceremo dal MEG!

Il MEG è quotidianità!

In questo periodo non è facile essere parte del MEG, perché siamo sempre stati abituati agli abbracci, ai sorrisi, al viverci l’un l’altro, quotidianamente, senza filtri. Accadeva spesso, infatti, di ritrovarci con una scusa a casa di una delle Responsabili, per un caffè o semplicemente per condividere piccole e grandi gioie. 

Le regole del distanziamento ci hanno portato a cambiare le nostre abitudini e hanno reso più difficili i nostri incontri. Eppure, per ognuno di noi il MEG è rimasto lì, una sicurezza nella nostra vita ormai scombussolata. Perché il coronavirus ci ha portato via tanto, ma le cose davvero importanti sono rimaste ben salde in noi e rappresentano la base da cui partiremo “domani” per tornare di nuovo a vivere davvero.

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